GUIDA AL TERRITORIO

Scopri la Puglia

Cosa vedere, i borghi, le feste e sagre, i sapori e i vini delle 6 province pugliesi. Le schede di dettaglio sono in preparazione redazionale; i titoli elencati sono già parte del catalogo del portale.

Cosa vedere

Luoghi, monumenti e paesaggi da non perdere in Puglia.

  • Ciclovia dell'Acquedotto

    Uno dei percorsi ciclabili più lunghi d'Europa segue per chilometri il tracciato del canale principale dell'Acquedotto Pugliese, da Caposele in Campania a Santa Maria di Leuca.

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    Il percorso attraversa il Tavoliere, l'Alta Murgia, la Valle d'Itria e il Salento su un tracciato pianeggiante, lontano dal traffico. Non serve essere ciclisti esperti: bastano una mountain bike o una gravel. Lungo la strada si incontrano paesi minuscoli, masserie e ponti-canale, con panorami che dalla strada ordinaria non si vedono.

  • Castel del Monte

    A pochi chilometri da Andria, Castel del Monte è la corona ottagonale costruita nel Duecento da Federico II di Svevia: pianta ottagonale, otto torri ottagonali, otto sale per piano.

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    Il castello è patrimonio UNESCO dal 1996. Non si sa con certezza a cosa servisse: residenza di caccia, osservatorio astronomico o maniero di rappresentanza sono le ipotesi più accreditate, e nessuna è mai stata confermata del tutto.

  • Bari Vecchia

    Bari ha due anime: la città nuova ottocentesca, ortogonale, e Bari Vecchia, un labirinto medievale di vicoli e cortili tra il porto e il lungomare.

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    Nella Basilica di San Nicola, nel cuore del borgo antico, riposano dal 1087 le reliquie del santo, meta di pellegrinaggio per ortodossi e cattolici. Lungo l'Arco Basso, la strada delle orecchiette, le donne baresi continuano a fare la pasta a mano sui tavolini fuori casa, come da generazioni. La focaccia barese, alta e oleosa, si mangia camminando.

  • Trulli e Valle d'Itria

    Alberobello, con il suo abitato di trulli a calce bianca e tetti conici in pietra a secco, è patrimonio UNESCO dal 1996.

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    Per capirla conviene allargare lo sguardo alla Valle d'Itria, l'altopiano tra Bari, Brindisi e Taranto dove i trulli punteggiano le campagne tra muretti a secco, ulivi e vigne di primitivo. Nelle masserie didattiche della zona si preparano le bombette, gli involtini di carne tipici del territorio.

  • Polignano a Mare

    A Polignano a Mare la spiaggia di Lama Monachile è incassata tra due lame di roccia, con le case del borgo sospese sul precipizio.

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    Da qui Domenico Modugno cantò "Volare", e una sua statua bronzea sul lungomare lo ricorda ai visitatori. Conviene scendere in spiaggia all'alba o a fine giornata, quando c'è meno gente. Un'escursione in barca permette di vedere dal mare le grotte che la scogliera nasconde.

  • Locorotondo e Cisternino

    Locorotondo e Cisternino sono due borghi dell'altopiano della Valle d'Itria, a pianta concentrica, con la calce bianca dei muri e i vasi di gerani ai balconi.

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    A Locorotondo si trovano le cummerse, le case con tetto a doppio spiovente in pietra scura, uniche in Puglia. A Cisternino, in piazza dell'Orologio all'imbrunire, si può ordinare un negroamaro al bicchiere e chiudere lì la giornata.

  • Monopoli e frantoi ipogei

    Monopoli ha un lungomare a strapiombo sull'Adriatico, un centro storico cinto dalle mura e un porto antico con i gozzi dei pescatori.

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    Salendo verso l'entroterra si raggiungono i frantoi ipogei medievali: cavità scavate nella roccia tufacea dove per secoli i monaci basiliani, e poi i contadini, hanno prodotto olio sotto il livello del suolo, al riparo dal freddo e dai dazi. Diversi siti dell'entroterra barese si visitano con una guida.

  • Colonne Romane di Brindisi

    Brindisi era il terminale meridionale della Via Appia, la strada che da Roma portava verso l'Oriente.

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    Sul porto interno, due colonne romane segnavano l'arrivo della via: oggi ne resta visibile solo una, l'altra è crollata e custodita a Lecce. Salire la scalinata Virgiliana, dove secondo la tradizione morì Virgilio al ritorno dalla Grecia, chiude idealmente due millenni di storia. In città si può passeggiare lungo il porto, visitare il rione San Pietro degli Schiavoni e il Museo Provinciale Ribezzo.

  • Ostuni, la Città Bianca

    Ostuni è chiamata Città Bianca perché le case del centro storico sono dipinte di calce, una pratica nata per motivi igienici durante le epidemie e diventata poi un tratto identitario.

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    Salendo lungo i vicoli si arriva alla concattedrale tardogotica. Dalle terrazze più alte la vista corre sulla piana degli ulivi monumentali, alcuni con più di duemila anni, fino al mare Adriatico.

  • Lecce barocca

    A Lecce la pietra leccese, dorata e lavorabile, ha permesso agli scultori del Seicento di trasformare le facciate in un ricamo di fregi, angeli e foglie.

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    Il riferimento del barocco salentino è la Basilica di Santa Croce, con il rosone e il fregio di putti opera di Giuseppe Zimbalo e dei suoi allievi. Piazza del Duomo è chiusa su tre lati come uno scrigno, e sotto il corso principale si trova un anfiteatro romano. Il pasticciotto leccese, pasta frolla calda con crema pasticcera, si mangia a colazione in una pasticceria del centro.

  • Mosaico di Otranto

    La cattedrale di Otranto custodisce uno dei più grandi mosaici pavimentali medievali d'Europa, realizzato dal monaco Pantaleone nel XII secolo.

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    Il mosaico raffigura un albero della vita lungo l'intera navata, con figure bibliche, animali fantastici, mesi dell'anno e simboli zodiacali. Otranto è anche il punto più orientale d'Italia. Nella cattedrale sono custodite le ossa degli 813 cittadini massacrati nel 1480 per non aver abiurato la fede cristiana.

  • Gallipoli

    Gallipoli, il cui nome in greco significa "città bella", è un'isola collegata alla terraferma da un ponte, con un centro storico di calce bianca e chiese barocche.

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    Le mura affacciate sul mare ionico sono uno dei punti più richiesti per il tramonto in Puglia. Il porto antico, ancora attivo, spiega perché qui il pesce arrivi particolarmente fresco. Le marine vicine, come Baia Verde e Punta della Suina, sono il centro della vita notturna estiva del Salento.

  • Santa Maria di Leuca

    A Santa Maria di Leuca, sulla punta sud-orientale della penisola, una basilica è dedicata a Santa Maria de finibus terrae: in latino, "ai confini della terra".

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    I romani consideravano questo punto il limite del mondo conosciuto. Dalla terrazza della basilica, nelle giornate limpide, si vede a occhio nudo il punto in cui l'Adriatico e lo Ionio si incontrano e cambiano colore. La costa sotto è punteggiata di grotte raggiungibili solo via mare, alcune con incisioni rupestri preistoriche.

  • Grotta della Poesia

    A Roca Vecchia, sulla costa adriatica salentina, la Grotta della Poesia è una piscina naturale scavata nella roccia, collegata al mare aperto da una fenditura.

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    È anche un sito archeologico: le pareti conservano iscrizioni messapiche, greche, latine e medievali tra le più antiche d'Europa. Negli ultimi anni l'accesso è stato regolamentato per proteggere il sito, quindi conviene informarsi prima di partire.

  • Notte della Taranta

    La Notte della Taranta si tiene ogni anno a Melpignano, in Salento, ed è il culmine di un mese di concerti dedicati alla pizzica, la musica popolare legata al fenomeno del tarantismo.

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    Il concertone finale, di solito nella seconda metà di agosto, riunisce decine di migliaia di persone davanti all'ex convento degli Agostiniani. È il festival musicale più grande dell'Italia meridionale: musica dal vivo e danza condivisa per un'intera notte.

  • Gargano

    Il Gargano, lo "sperone" della Puglia, ha scogliere bianche a picco sul mare, faraglioni, baie sabbiose e paesi come Vieste e Peschici.

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    Nel cuore del promontorio si trova la Foresta Umbra, un'area di faggete antiche patrimonio UNESCO dal 2017 come parte dei boschi primari europei. A Vieste si trova il monolite del Pizzomunno, alto 25 metri. Il Sentiero del Pellegrino collega Monte Sant'Angelo a San Giovanni Rotondo per chi preferisce camminare.

  • Monte Sant'Angelo

    Sulla cima del Gargano, a 800 metri di quota, il Santuario di San Michele Arcangelo è uno dei siti di pellegrinaggio più antichi d'Europa: una grotta naturale dove, secondo la tradizione, l'arcangelo apparve tra il V e il VI secolo.

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    Il complesso è patrimonio UNESCO dal 2011 come parte dei siti longobardi in Italia. Da qui passavano i pellegrini diretti in Terra Santa. Il borgo medievale intorno al santuario, con il rione Junno di case bianche e i forni di pane casereccio, vale la visita a sé.

  • Isole Tremiti

    Le Isole Tremiti sono l'unico arcipelago della Puglia, raggiungibile in traghetto o aliscafo da Termoli, Vieste, Peschici e Rodi Garganico.

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    San Domino è l'isola turistica, con pinete e cale di mare cristallino. San Nicola è l'isola monastica, dominata dall'Abbazia di Santa Maria a Mare. Le altre isole minori sono disabitate. L'arcipelago è Area Marina Protetta: in estate conviene prenotare l'imbarco con anticipo.

  • Taranto dei due mari

    Taranto, antica colonia greca della Magna Grecia, è la "città dei due mari": il Mar Grande verso lo Ionio e il Mar Piccolo, laguna interna dove si allevano cozze da secoli.

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    Il Borgo Antico è un'isola collegata da due ponti, uno dei quali è il Ponte Girevole, che si apre per far passare le navi. Il MArTA, il museo archeologico nazionale, custodisce gli Ori di Taranto, una delle collezioni di oreficeria della Magna Grecia più importanti al mondo.

  • Gravine joniche

    A occidente di Taranto, l'altopiano calcareo è solcato da gravine, canyon profondi fino a cento metri scavati dall'erosione e abitati fin dalla preistoria.

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    Sulle pareti si aprono centinaia di grotte e chiese rupestri affrescate, eredità dell'eremitismo bizantino tra l'VIII e il XIII secolo. La Gravina di Castellaneta è la più scenografica, quella di Mottola conserva alcuni dei cicli affrescati meglio conservati.

Borghi

I borghi più belli e autentici della regione.

  • Bovino

    Bovino, Bandiera Arancione del Touring Club, è un borgo medievale a 650 metri di quota sulla strada storica tra Napoli e Foggia.

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    Il castello normanno-svevo è stato restaurato dai duchi di Guevara; il rione storico Le Fosse e la vista sulla valle del Cervaro completano la visita. Tra Sette e Ottocento la zona fu tradizionalmente sede di banditismo, oggi è uno dei centri più curati del Subappennino dauno.

  • Roseto Valfortore

    Roseto Valfortore, meno di novecento abitanti, è uno dei "Borghi più belli d'Italia" e si trova su un crinale a 658 metri tra le sorgenti del Fortore.

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    Le case in pietra grigia, i portali scolpiti e le strade selciate convivono con mostre permanenti dedicate al lavoro contadino tradizionale. In autunno il bosco intorno al paese si colora di castagni e querce.

  • Sant'Agata di Puglia

    Sant'Agata di Puglia, chiamata "balcone della Puglia", si trova a 800 metri di quota sulle colline foggiane.

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    Il castello imperiale di Federico II domina il borgo; il centro storico conserva chiese medievali e palazzi rinascimentali. Dalla torre della Forca, al tramonto, la vista arriva fino all'Irpinia. Il paese ha meno di duemila abitanti.

  • Alberona

    Alberona, altro "Borghi più belli d'Italia" del Subappennino dauno, ha meno di mille abitanti ed è dominata dal castello normanno e dalla torre del Priore, legata all'antica presenza dei Cavalieri di Malta.

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    Il paese è circondato da faggete a poca distanza. La cucina tradizionale comprende i cicatelli alle erbe spontanee e formaggi locali.

  • Pietramontecorvino

    Pietramontecorvino conserva il rione medievale Terravecchia, dichiarato monumento nazionale, con case in pietra, vicoli, archi e scale.

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    La torre normanna del castello, alta oltre venti metri, è uno dei punti di riferimento del paesaggio dauno. È anch'esso tra i "Borghi più belli d'Italia" e conta circa duemilacinquecento abitanti.

  • Vico del Gargano

    Vico del Gargano è soprannominato "il paese dell'amore" per la tradizione che lo lega a San Valentino, suo patrono.

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    Il centro storico ha vicoli stretti come il Vicolo del Bacio, largo appena cinquanta centimetri, oltre alla cattedrale, al castello normanno-svevo e agli uliveti millenari intorno. Con circa settemilacinquecento abitanti, è una buona base per esplorare la Foresta Umbra.

  • Spinazzola

    Spinazzola, alle propaggini occidentali della provincia BAT, è un borgo dell'Alta Murgia con un centro storico raccolto intorno alla chiesa madre di San Pietro Apostolo.

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    Il paese conta circa seimilacinquecento abitanti. Da qui partono itinerari nel Parco Nazionale dell'Alta Murgia, tra masserie storiche e jazzi pastorali.

  • Minervino Murge

    Minervino Murge, chiamato "balcone delle Puglie" per la posizione a 445 metri sull'altipiano, guarda la valle dell'Ofanto fino al Vulture.

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    Il centro storico è un labirinto di stradine medievali; la cattedrale conserva opere d'arte di pregio e nei dintorni si trovano grotte naturali e siti archeologici. Il paese conta circa ottomilacinquecento abitanti.

  • Sammichele di Bari

    Sammichele di Bari è noto in tutta Italia per la Sagra della Zampina, a fine luglio, e conserva il castello Caracciolo e un centro storico di vicoli ben tenuti.

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    Con circa seimilacinquecento abitanti, è anche uno dei centri di produzione delle bombette pugliesi: una sosta gastronomica frequente per chi attraversa la provincia di Bari.

  • Sannicandro di Bari

    Sannicandro di Bari, a pochi chilometri dal capoluogo, custodisce uno dei castelli normanno-svevi più importanti della Puglia, restaurato in epoca aragonese.

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    Il centro storico medievale conserva mura, chiese antiche e palazzi nobiliari. Con circa novemilacinquecento abitanti, è un punto di partenza per scoprire la Murgia barese.

  • Cellino San Marco

    Cellino San Marco, nel basso brindisino, è sede della cantina di Al Bano Carrisi, nato nel paese, circondata da vigneti di Negroamaro.

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    Il centro storico si raccoglie attorno alla chiesa madre; il paese conta circa seimilacinquecento abitanti e la visita alle cantine è il motivo principale per fermarsi.

  • Erchie

    Erchie, tra Brindisi e Lecce, ha una storia di origine bizantina, un castello restaurato e una chiesa matrice barocca.

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    Con circa novemila abitanti, è un centro tradizionale di produzione di olio e vino, con cantine sociali storiche e frantoi visitabili. Nelle sere d'estate si mangiano ancora le friselle in piazza.

  • San Donaci

    San Donaci, circondato da vigneti nel basso brindisino, è uno dei comuni storici di produzione del Negroamaro DOC.

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    Il centro storico, raccolto, conserva chiese del Settecento. Il paese conta circa seimilacinquecento abitanti; a fine settembre, quando inizia la vendemmia, è il periodo migliore per visitarlo.

  • Specchia

    Specchia, tra i "Borghi più belli d'Italia" e Bandiera Arancione, è una delle perle del basso Salento, con un centro storico medievale ben conservato.

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    Il castello Risolo, i palazzi nobiliari e le chiese antiche si visitano meglio nelle ore serali, quando il borgo si illumina. Nei dintorni si trovano frantoi ipogei; il paese conta circa quattromilasettecento abitanti.

  • Castro

    Castro, sull'Adriatico salentino, è diviso tra Castro Alta, il borgo storico fortificato, e Castro Marina, con il porto e la Grotta Zinzulusa.

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    Il paese, circa duemilacinquecento abitanti, è citato nell'Eneide come prima terra italiana toccata da Enea. Il centro storico è piccolo ma la vista sul mare, a strapiombo, è tra le più intense della costa.

  • Sternatia

    Sternatia è il cuore della Grecìa Salentina, l'area dove si parla ancora il griko, un dialetto di radice greca antica.

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    Il paese, meno di duemilacinquecento abitanti, conserva case calcaree caratteristiche, palazzi seicenteschi e frantoi ipogei ben conservati. Il Museo della Civiltà Contadina completa la visita.

  • Patù

    Patù, tra Santa Maria di Leuca e Lecce, custodisce la Centopietre, un monumento unico in Italia: una struttura funeraria altomedievale costruita con cento blocchi di pietra calcarea grezza.

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    Il borgo, circa millesettecento abitanti, si raccoglie attorno alla piazza centrale e conserva chiese tardomedievali. Il mare ionico è a pochi chilometri.

  • Presicce-Acquarica

    Presicce-Acquarica, nato dalla fusione di due paesi nel 2019, è noto per i frantoi ipogei medievali scavati sotto il livello del paese, alcuni visitabili.

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    Il centro storico, con palazzi seicenteschi e chiese barocche, è tra i più curati del basso Salento. Il comune conta circa novemila abitanti.

  • Maruggio

    Maruggio, borgo medievale fortificato sul mare ionico, conserva un centro storico curato, con vicoli stretti e la chiesa madre tardogotica.

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    La frazione di Campomarino offre spiagge bianche e un porticciolo turistico. Il comune, circa cinquemilatrecento abitanti, fu tra gli antichi feudi dell'Ordine di Malta in Puglia.

  • Roccaforzata

    Roccaforzata è uno dei centri della comunità arbëreshe della Puglia, fondato nel Quattrocento da profughi albanesi in fuga dall'invasione ottomana.

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    Il paese, circa milleottocento abitanti, ha una chiesa di rito greco-bizantino e conserva ancora tradizioni culturali e linguistiche proprie di quella comunità.

Feste e sagre

Tradizioni, riti e appuntamenti popolari.

  • San Nicola (Bari)

    La Festa di San Nicola, il 7-9 maggio a Bari, ricorda la traslazione delle reliquie del santo, portate nel 1087 da Myra, in Asia Minore, da sessantadue marinai baresi.

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    Il programma comprende un corteo storico in costume medievale, la rievocazione dell'arrivo delle reliquie e uno spettacolo pirotecnico sul lungomare. È una delle poche feste condivise da cattolici e ortodossi, e richiama pellegrini da Russia, Ucraina, Serbia e Bulgaria.

  • Settimana Santa (Taranto)

    La Settimana Santa di Taranto, tra marzo e aprile, è tra le più solenni del sud Italia.

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    Le processioni notturne dei Perdoni, il giovedì santo, e dei Misteri, il venerdì santo, attraversano lentamente la Città Vecchia con statue lignee, confraternite incappucciate e il passo oscillante chiamato "nazzicata". Le processioni possono durare oltre dodici ore per percorrere poche centinaia di metri.

  • Carnevale di Putignano

    Il Carnevale di Putignano, tra gennaio e marzo, si fa risalire al 1394 e conserva una delle scuole di cartapesta più note in Italia insieme a Viareggio e Cento.

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    Le sfilate dei carri allegorici includono le maschere tradizionali pugliesi, tra cui Farinella, il giullare con la tuta a rombi colorati. Il carnevale dura settimane e culmina nella sfilata del martedì grasso.

  • Sagra del Polpo (Mola)

    La Sagra del Polpo di Mola di Bari, a luglio, celebra per due o tre serate il prodotto simbolo della città, chiamato semplicemente "il purpu".

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    Il borgo antico si riempie di stand che servono polpo arrostito, alla pignata, in insalata o fritto, accompagnato da pane di Altamura e vino rosso. La sagra è anche l'occasione per visitare il castello angioino e il centro storico fortificato.

  • Patronale di Bisceglie

    La Festa Patronale dei Santi Mauro, Sergio e Pantaleone si celebra a Bisceglie il 1° agosto, con processione lungo il centro storico e fuochi d'artificio sul lungomare.

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    Tra gli elementi tradizionali ci sono le luminarie pugliesi e i concerti di banda nella villa comunale. La festa dura più giorni e negli stand si trovano focaccia biscegliese, calzoni e dolci di mandorla.

  • Medieval Fest (Brindisi)

    Il Medieval Fest di Brindisi rievoca il matrimonio celebrato nella cattedrale cittadina nel novembre 1225 tra Federico II di Svevia e Isabella II di Brienne, regina del Regno di Gerusalemme.

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    Fu l'occasione in cui il titolo di re di Gerusalemme passò agli Svevi. La manifestazione comprende un corteo storico in costume e allestimenti negli edifici medievali della città, tra cui la cattedrale, il Tempio di San Giovanni al Sepolcro e il Portico dei Templari.

  • Tarantismo (Galatina)

    A Galatina, il 29 giugno, festa dei Santi Pietro e Paolo, si ricorda il tarantismo: l'antico rito di guarigione popolare legato al morso, reale o simbolico, della taranta.

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    Le "tarantate" venivano curate attraverso il ballo della pizzica e la devozione a San Paolo, patrono dei guaritori dai morsi velenosi. Il fenomeno è stato studiato dall'etnologo Ernesto de Martino nel libro "La terra del rimorso" (1959); la chiesetta dei Santi Pietro e Paolo in piazza resta ancora oggi meta di pellegrinaggio.

  • Notte della Taranta (Melpignano)

    La Notte della Taranta, nata nel 1998, dura tutto agosto con concerti nei paesi della Grecìa Salentina e culmina nel concertone finale di Melpignano.

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    Davanti all'ex convento degli Agostiniani, oltre centomila persone ballano la pizzica per nove ore, con un maestro concertatore diverso ogni anno: tra gli altri Stewart Copeland, Joe Zawinul, Carmen Consoli e Daniele Sepe. Il festival ha contribuito a dare visibilità internazionale alla musica popolare salentina.

  • San Michele (Monte Sant'Angelo)

    Il Santuario di San Michele Arcangelo a Monte Sant'Angelo accoglie pellegrini due volte l'anno: l'8 maggio e il 29 settembre.

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    La festa principale, il 29 settembre, comprende processioni nel rione Junno, celebrazioni nella grotta sacra e mercatini di prodotti tipici garganici come il caciocavallo podolico. Il santuario è patrimonio UNESCO dal 2011.

  • Focara di Novoli

    A Novoli, il 16-17 gennaio, la Focara di Sant'Antonio Abate è una catasta di tralci di vite alta venti metri, costruita da centinaia di volontari nelle settimane precedenti.

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    Viene accesa la sera del 17 gennaio in piazza della Chiesa ed è uno dei falò più grandi d'Italia. La fiamma, visibile a chilometri di distanza, segna nel calendario popolare l'inizio dell'anno agricolo.

Sapori

I piatti simbolo della cucina pugliese.

  • Orecchiette e cime di rapa

    Le orecchiette con le cime di rapa sono il piatto simbolo della cucina pugliese: pasta fatta a mano con semola di grano duro, condita con cime di rapa, alici sotto sale, aglio e peperoncino.

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    A Bari sono chiamate anche strascinate, e lungo l'Arco Basso, nella Bari Vecchia, le donne le lavorano ancora sui tavolini davanti a casa. Si mangiano tradizionalmente in inverno, quando le cime di rapa sono di stagione.

  • Focaccia barese

    La focaccia barese è alta circa due dita, soffice dentro e croccante sotto, condita con pomodorini, olive nere baresane, origano e olio.

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    Si vende a tranci nei forni e nelle rosticcerie, soprattutto tra Bari e Altamura, e si mangia calda, avvolta nella carta, possibilmente entro mezz'ora dall'uscita dal forno.

  • Burrata di Andria

    La burrata, inventata ad Andria all'inizio del Novecento, è una sacca di pasta filata che racchiude un cuore cremoso di stracciatella e panna.

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    Si produce ogni giorno nei caseifici della Murgia, tra Andria, Corato e Bitonto, e va consumata entro 24-48 ore. La tradizione la vuole gustata da sola, a temperatura ambiente, con un filo d'olio extravergine e un pizzico di sale grosso.

  • Pane di Altamura

    Il pane di Altamura, nel 2003 primo pane in Europa a ottenere la certificazione DOP, si fa con semola di grano duro locale, acqua, sale e lievito madre.

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    La forma a "cappello del prete" e la crosta scura derivano dalla cottura in forni a legna a temperatura elevata. Si conserva fresco per giorni, motivo per cui era il pane dei pastori transumanti; nelle panetterie storiche di Altamura si vende a pezzo, fino a cinque chili.

  • Bombette

    Le bombette, nate in una macelleria di Cisternino, sono involtini di capocollo di maiale farciti con caciocavallo fuso, pepe e prezzemolo.

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    Si cuociono al "fornello pronto": la brace della stessa macelleria dove si ordina la carne cruda e la si fa cuocere sul momento. Cisternino, Locorotondo, Martina Franca e Alberobello hanno ciascuna la propria tradizione; si mangiano calde, in piedi al banco o a tavoli comuni, con pane e vino rosso locale.

  • Caciocavallo podolico

    Il caciocavallo podolico si produce con latte crudo di vacca podolica, una razza che pascola libera sui pendii del Gargano e dà poco latte ma di qualità particolare.

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    La forma a "fiasco", due lobi legati insieme, permette di appendere le forme alle travi per la stagionatura. Si trova nei piccoli caseifici di Monte Sant'Angelo e San Marco in Lamis; le stagionature oltre i 18 mesi danno un piccante naturale marcato.

  • Cozze di Taranto

    Le cozze del Mar Piccolo di Taranto, allevate da secoli nella laguna interna della città, hanno il guscio scuro e la polpa arancione.

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    Si mangiano crude con un filo di limone, gratinate al forno, alla marinara o nella tiella tarantina con riso e patate. Si trovano nelle trattorie del Borgo Antico e nei lidi vicini come Lido Silvana.

  • Frisella salentina

    La frisella è pane biscottato a forma di ciambella, cotto e ricotto fino a essere disidratato, così da conservarsi per mesi: era il pane dei contadini e dei pescatori in mare.

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    Si ammorbidisce per pochi secondi in acqua fredda, poi si condisce con pomodori freschi schiacciati a mano, sale, olio e origano. È diffusa dalla campagna brindisina alla provincia di Lecce e si mangia fredda, tipicamente d'estate.

  • Pasticciotto leccese

    Il pasticciotto leccese nasce a Galatina nel Settecento: un guscio ovale di pasta frolla allo strutto ripieno di crema pasticcera.

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    Si mangia caldo, appena uscito dal forno, a colazione. Lecce, Galatina, Maglie e Otranto hanno ciascuna una pasticceria di riferimento; esistono varianti con pere e cioccolato o alla ricotta, ma la versione alla crema resta la più diffusa.

  • Primitivo e Negroamaro

    Primitivo di Manduria e Negroamaro del Salento sono i due grandi rossi pugliesi: il primo, prodotto in provincia di Taranto, corposo e quasi nero, con la sua versione Dolce Naturale a marchio DOCG.

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    Il Negroamaro, coltivato tra Brindisi e Lecce, dà vini più tannici e asciutti, con note di macchia mediterranea. Entrambi si abbinano a carni rosse e formaggi stagionati; il Salento produce anche alcuni dei rosati italiani più apprezzati.

Vino & Olio

Vitigni, cantine e oli del territorio.

  • Primitivo di Manduria

    Il Primitivo è il grande rosso pugliese, un vitigno antico imparentato con il californiano Zinfandel, che prende il nome dalla maturazione precoce delle uve, già in agosto.

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    La DOC Primitivo di Manduria è stata riconosciuta nel 1974, la DOCG "Dolce Naturale" nel 2011. Il vino è rosso rubino intenso, con note di amarena, prugna secca e spezie dolci, e una gradazione alta, tra il 14 e il 16%. Manduria ospita il Museo della Civiltà del Vino Primitivo, ricavato in una grotta del Settecento, e diverse cantine storiche visitabili. Si abbina a carne di pecora alla brace, capocollo di Martina Franca e formaggi stagionati; il periodo migliore per visitare le vigne va da settembre a ottobre, per la vendemmia.

  • Negroamaro del Salento

    Il Negroamaro è il vitigno del Salento, coltivato nella zona da almeno duemila anni: già il poeta romano Marziale ne parlava citando il "vinum Brundisii".

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    Sul vitigno si reggono diverse denominazioni, tra cui la DOC Salice Salentino, la DOC Brindisi e la DOC Squinzano. Dà un vino rosso strutturato e tannico, con note di frutti di bosco e macchia mediterranea, ed è anche alla base del rosato salentino. Le cantine di Guagnano e Salice Salentino organizzano visite e degustazioni; la vendemmia in Salento è anticipata rispetto ad altre zone, già a settembre.

  • Castel del Monte

    L'area di Castel del Monte produce sia un vino sia un olio importanti: il Castel del Monte DOC, riconosciuto nel 1971, con le due DOCG Nero di Troia Riserva e Bombino Nero rosato del 2011.

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    Il Nero di Troia, vitigno autoctono della Daunia e della Murgia, dà rossi corposi capaci di lungo invecchiamento. Sul versante oleario, la stessa zona produce l'olio DOP Castel del Monte dalla cultivar Coratina, un'oliva piccola e ricca di polifenoli che dà un olio dal sapore deciso, amaro e piccante. Tra novembre e dicembre, nei frantoi di Corato, Andria e Bitonto, si può assistere alla molitura e assaggiare l'olio nuovo su una fetta di pane di Altamura.

  • Olio Collina di Brindisi

    L'olio DOP Collina di Brindisi si ottiene dalle cultivar Ogliarola Salentina e Cellina di Nardò: un olio dal sapore equilibrato, con note di erba fresca e mandorla dolce, meno intenso della Coratina della Murgia.

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    L'area coincide con la Piana degli Ulivi, tra Ostuni, Carovigno, San Vito dei Normanni e Ceglie Messapica, dove crescono ulivi monumentali che in alcuni casi hanno tra i 1.500 e i 3.000 anni. Diverse masserie e cooperative offrono l'adozione di un ulivo secolare, con l'olio della sua raccolta in cambio. Il periodo della raccolta e della molitura va da novembre a gennaio; l'olio si abbina a crostoni, frise salentine e formaggi freschi.

  • Vini della Valle d'Itria

    La Valle d'Itria produce vini bianchi di qualità basati sui vitigni autoctoni Verdeca e Bianco d'Alessano, con le DOC Locorotondo e Martina Franca, entrambe riconosciute nel 1969.

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    Il vino è paglierino tenue, con note di fiori bianchi e mela verde; nell'Ottocento veniva usato come base neutra per il vermouth torinese. La stessa zona produce anche oli extravergini dalla cultivar Ogliarola Itriana. Le cantine di Locorotondo, Martina Franca, Cisternino e Alberobello si visitano da maggio a settembre, con vendemmia a fine agosto; il Festival della Valle d'Itria a Martina Franca, in luglio e agosto, abbina musica lirica e territorio.

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